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D'Alema conferma il suo status di grande statista.

 In un intervento ad una riunione del PD campano Massimo D'Alema non perde l'occasione di dimostrare - qualora ce ne fosse ancora bisogna - il suo essere un vero politico capace non solo di vincere, ma anche di fare mea culpa (chi può dimenticare l'anno 2000) e di fare analisi che in pochi hanno l'onestà, intellettuale e politica di compiere.
Così come era stato il primo a dire a chiare lettere che il percorso di governo del centrosinistra era terminato e che ci si dovesse preparare ad una campagna elettorale alla convention per i 10 della fondazione ItalianiEuropei, così oggi ammette senza remore: "C'e' una luna di miele tra il Paese e la destra ed anche per nostra responsabilita'. C'era un vuoto di autorita' e noi non siamo stati in grado di assicurare questa autorità ".
Neanche troppo implicitamente D'Alema fa intendere che il centrosinistra ha fallito non tanto per la coalizione eterogenea per il fatto di non aver reso credibile la sua azione di governo. Le lotte intestine, che non si è nenahce provato a sedare per la carenza di leadership di Prodi, hanno ingenerato nel cittadino italiano una sorta di avversità nei confronti di una sinistra che dà l'impressione di non avere le "palle" di governare e di mettersi contro i localismi ed i particolarismo.

Pubblicato il 22/5/2008 alle 23.8 nella rubrica Diario.

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